Apertura Cappella Vela:
ultime domeniche del mese, da Marzo ad Ottobre
Visite guidate a cura delle prof.sse Beatrice Crippa e
Antonella Sala,
dell’Associazione “Natura e Arte”

Eventuali prenotazioni al n. 039 616158

 

 

La Cappella Vela

 

Giovanni d’Adda affidò nel 1850 all’architetto Balzaretti e agli scultori Vincenzo e Lorenzo Vela il compito di realizzare una cappella destinata a custodire le spoglie e il ricordo della giovane moglie Maria lsimbardi, prematuramente scomparsa.

 

Balzaretti eseguì un lavoro di grande raffinatezza e sobrietà: prendendo spunto dal battistero ottagonale quattrocentesco, di progettazione bramantesca, della chiesa di San Satiro in Milano. Balzaretti compì una puntuale trasposizione del modello, senza che il corpo della cappella provocasse modifiche nell’ordine simmetrico delle costruzioni che introducono al giardino della villa.

 

All’interno, l’intero complesso  risponde a una concezione organica e unitaria; il concetto ispiratore della cappella può essere identificato con la rappresentazione del dolore, sul duplice piano affettivo (un intimo

raccoglimento nella afflizione di chi prosegue a vivere) e religioso (la necessità di rivolgersi a un mondo di valori superiori, onde trovare un senso al dolore stesso).

 

L’altare è il naturale fulcro dell’edificio sacro; la pianta ottagonale, articolata in nicchie che si aprono su ciascuno dei lati, dà vita ad uno spazio armonico di derivazione rinascimentale e classica.

A spezzare questa struttura astratta sono le decorazioni di Lorenzo Vela ed in particolare le opere di Vincenzo Vela situate in due nicchie: la Madonna Addolorata, sull’altare, e il capezzale di Maria lsimbardi.

 

Nelle due statue si può trovare la compresenza delle motivazioni umane e religiose che ispirano l’insieme dell’ambiente.

Maria Isimbardi, ritratta sul letto di morte, al momento del trapasso, esprime la tragicità della fine della vita, ma il volto privo di sofferenza e il crocefisso nella mano avvalorano il principio di semplice transito nell’aldilà; l’Addolorata è una giovane donna, bella, delicata e pienamente umana; nello sguardo rivolto al cielo e nella corona di spine, esprime anch’ella una combinazione di fiducia e di dolore.

 

Il 23 maggio 1853 Giovanni d’Adda scrive a Vincenzo Vela:

“Carissimo Amico, è arrivata la Madonna. Non ho termini mio caro Vela per dirti quanto mi piace. Io te ne ringrazio vivamente e ti assicuro che mai infine oggetto d’arte mi piacque più del monumento, e della Madonna…

La cappella sarà finita fra 15 giorni ed è vero capo d’opera  nel suo complesso, e questo grazie a te ed a tuo fratello che avete gareggiato in abilità e cortesia nell’eseguire anche le più piccole mie volontà”.